Narconon Falco: riabilitazione da droghe e alcol

L’intervista di Angela

Ciao a tutti, sono Alberto dal Narconon Falco e anche questa settimana sono qui con un’ospite speciale che è la nostra Angela.

Ciao!

Ciao Angela. Angela è una ragazza molto giovane che ha svolto il suo programma Narconon presso la nostra struttura all’incirca un anno fa, giusto Angela?

Sì.

Perfetto. Allora Angela, quello che ti voglio chiedere inizialmente è come è stata la tua “escalation”, per quanto riguarda le dipendenze?

Allora, ho iniziato a 14-15 anni con la cannabis. Poi sono andata avanti con l’alcol proseguendo con l’eroina, il crack e via dicendo.

È iniziata un po’ per gioco possiamo dire, perché comunque a 14-15 anni sai a grandi linee che magari una cosa è sbagliata però non sai proprio che cos’è la vera e propria dipendenza.

Quella che un po’ è la cosa che succede nella maggior parte dei casi.

Sì. Quindi è iniziata un po’ per gioco, un po’ per amicizie un po’ così, perché sai poi vedi quello che lo fa, quello che si diverte, inizialmente ti piace anche quindi non riesci a vedere il lato negativo. Poi col passare degli anni inizia la dipendenza, inizi a stare male, fai cose brutte, quindi… inizia una vera e propria dipendenza che ti porta alla rovina.

Esatto. E senti Angela, per quanto riguarda la tua famiglia, in che modo è venuta a conoscenza della situazione?

Beh, se ne sono iniziati ad accorgere… prima di tutto mia sorella perché usciva con me quindi iniziava a vedere movimenti un po’ strani. Poi a un certo punto anche a casa per tutto quello che succedeva, i problemi che portavo, le cose che capitavano… e in più sparivo! Sparivo settimane intere, poi ritornavo, poi sparivo di nuovo, quindi era inevitabile che se ne accorgessero.

Immagino anche quella che poteva essere la preoccupazione dei tuoi genitori.

Beh sì.

Purtroppo queste problematiche vanno poi a scaturire in determinate situazioni sia per la persona stessa, in questo caso tu, che anche per le persone che ti stanno vicino.

Come è nata la tua decisione di fare il programma invece?

Mi sono ritrovata che ero arrivata ad uno stato diciamo… oltre, in un modo anche se si può dire, pietoso, nel senso che non avevo più interesse anche in quello che vedeva la mia famiglia. Magari entravano nella mia camera e mi vedevano dormire in mezzo alle droghe, quindi anche per loro non era bello. Nel momento in cui ho visto gli operatori a casa mi sono detta: ok dai.. . penso che sia ora che un passettino lo facciamo. Anche perché ormai erano tanti anni e facevo sempre quello, tutto girava attorno alla droga quindi non avevo più un lavoro che mi dava soddisfazione, una passeggiata con un’amica, un pranzo, una cena con la mia famiglia, non avevo più quello. Quindi ad un certo punto ho detto: ok, tanto se deve girare tutto intorno alla droga, vado a fare un percorso, almeno magari mi cambia qualcosa.

Bene! Tu hai detto: mi sono ritrovata gli operatori a casa e infatti diciamo che è vero, nella maggior parte dei casi funziona così, noi del Narconon organizziamo degli interventi in aiuto dei familiari.

E tu quando ti sei ritrovata questi operatori a casa, come l’hai vissuta la cosa?

Beh, sinceramente appena li ho visti ho pensato: chi sono, cosa vogliono e perché sono in camera mia? Sono stati i primi 3 pensieri. Poi ho iniziato a parlarci, mi hanno fatto capire tante cose, mi hanno detto che anche loro sono stati nella mia situazione. Mi hanno detto delle cose che anche io stavo provando quindi in quel momento ho capito che non era come con la famiglia che anche spiegandogli le cose ti rendi conto che è come se non capissero. Quindi nel momento in cui mi sono ritrovata loro che riuscivano a capirmi mi sono detta: ok, magari possono aiutarmi.

Brava. Brava perché è vero, funziona proprio così, penso che poi quelle persone che in un primo momento ti chiedi: ma chi è sta gente, che cosa vuole? Ti rendi poi conto che sono i tuoi “angeli custodi”

Sì, in quel momento sì.

Questo è molto bello Angela. Poi tu hai fatto il programma, com’è andata, cos’hai visto, cos’hai risperimentato?

Nel mio programma è andata bene, nel senso che ho dovuto affrontare tante cose che non sono state semplicissime, però comunque è andata bene, nel senso che ho riscoperto tante cose, tante mie capacità, tante cose che avevo perso. Ho chiarito molte situazioni fuori. Ad oggi va tutto molto meglio a differenza di due anni fa!

Sicuramente!

Sì è andata molto bene, è un bel programma che a parer mio dovrebbero tutti quanti intraprendere e portare a termine perché scopri tante cose che la prima o la seconda settimana non arrivi a immaginare quello che puoi arrivare a fare con questo programma.

Esatto. Attualmente la tua vita come si prospetta a differenza magari di un anno o due anni fa?

Beh, sicuramente in modo diverso. Anche i miei obiettivi sono diversi.

Vai, raccontaci!

Beh allora, mi sono stabilizzata molto di più, nel senso che ho un obiettivo e quello è il mio obiettivo, mentre prima, anni fa, pensavo ad un obiettivo e dopo 10 minuti me l’ero già dimenticato! Adesso ho un obiettivo, sono rimasta anche a lavorare qui con voi ed è bello perché aiuti molto. Ti trovi in prima persona ad aiutare nello stesso modo in cui venivi aiutato e ti rendi conto che devi metterci proprio tutto, tutto te stesso, per far capire anche ad una persona che sei lì per aiutarla, sei lì per farla arrivare ad un punto in cui possa crearsi una vita diversa, possa farcela… bello!

Bravissima! Infatti adesso l’ha menzionato anche lei stessa, Angela è un’operatrice e da allora ha deciso di prestare la sua “opera” presso il Narconon Falco e si occupa proprio di andare a fare questi colloqui. Lei che aveva in un certo qual modo considerato ma chi è sta gente, adesso è lei quella gente che si presenta a casa e diventa la speranza concreta per questi ragazzi. Obiettivamente Angela è anche molto brava a fare questo, ha già portato in salvo diversi ragazzi e sono convinto che continuerà con questo suo nuovo scopo.

Beh sì. È molto impegnativo, inizialmente non riesci bene a capire come muoverti, però poi nel momento in cui ti trovi a casa di un ragazzo o una ragazza a dover fargli capire che comunque è importante intraprendere il percorso, lì ti rendi conto il vero scopo di quello che stai facendo.

Brava Angela! Io vorrei concludere con quello che è il tuo consiglio. Mi piacerebbe chiudere queste interviste sempre con un consiglio personale per le famiglie.

Il mio consiglio è quello di non nascondersi dietro la droga. Uno perché tanto viene fuori, perché ti cambia a livello fisico, mentale, nei modi di fare, quindi se ne accorgono, non solo la famiglia ma chiunque intorno a te. Due che il programma Narconon è uno secondo me dei migliori al mondo perché comunque ti riabilita rimanendo te stesso. Sei te stesso alla fine del programma, non hai bisogno di nient’altro, semplicemente di avere uno scopo su cui portare avanti le tue giornate. Nel senso che, ad esempio se dici: il mio lavoro è diventare un meccanico, ti metti lì e lo fai. Hai proprio uno scopo nella tua vita ed inizi a vedere le cose in modo diverso. Ovviamente poi ti crei una famiglia, fai tutto quello che devi fare. Però comunque hai uno scopo, non sei più come prima che giri a vuoto per la droga.

Bravissima e questo è appunto quello che è il nostro scopo come operatori: quello di salvare più vite possibili da questa trappola mortale che sono le sostanze stupefacenti e l’alcol. Bene, ne approfitto per salutare tutte le persone che vedranno questa intervista che Angela ci ha fatto il favore di lasciarci. Vi do appuntamento la settimana prossima in cui ci sarà un altro ospite speciale per quanto riguarda quelle che stanno nascendo come le “Interviste di Alberto” presso il Narconon Falco. Buona settimana a tutti e arrivederci!

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